Versi di Salvatore Cangiani
Musica di Don Angelo Castellano
L'aureo Monte che sfiora le stelle
rischiarasti d'un fuoco divino
mentre in sogno a Catello e Antonino
messaggero scendevi dal ciel.
E fu qui che volesti il tuo tempio
sulla vetta dell'erto pendìo
dove stavano, araldi di Dio
i due Santi raccolti a pregar.
L'Arcangelo Bianco
di luce vestito
sul Monte Faito
leggero posò.
Le nostre contrade
da Stabia a Sorrento
d'un raggio d'argento
l'aurora inondò.
Sul tuo capo un diadema immortale
ci ricorda che hai vinto l'inferno
e colui che sfidava l'Eterno
la tua fulgida spada domò.
Fu per te che da allora sorride
tra i due Golfi una terra beata
dall'invitto tuo scudo salvata
nell'assalto di chi insediò.
L'Arcangelo Bianco
di luce vestito
sul Monte Faito
leggero posò.
Le nostre contrade
da Stabia a Sorrento
d'un raggio d'argento
l'aurora inondò.
Oggi qui dove siedi glorioso
pellegrini veniamo ai tuoi piedi
e Tu all'anima stanca concedi
la vittoria sul male e l'error.
Tu che sei condottiero celeste
delle schiere fedeli del Signore
a noi tutti ravviva nel cuore
la speranza la fede e l'amor.
L'Arcangelo Bianco
di luce vestito
sul Monte Faito
leggero posò.
Le nostre contrade
da Stabia a Sorrento
d'un raggio d'argento
l'aurora inondò.