
Un giovane come tanti altri , nato a Torino il 6 aprile 1901 da una famiglia dell'alta borghesia torinese. Il padre Alfredo proprietario e direttore dei giornale " La Stampa ", amico di Giovanni Giolitti , brillante nelle doti ed esponente della cultura e della politica di stampo liberale, diventerà nel 1913 il più giovane senatore del regno e nel 1920 ambasciatore a Berlino.
Pier Giorgio trascorre un'infanzia normale, vivace e generosa e comincia .ad approfondire il suo rapporto spirituale con Dio, lo sente profondamente vicino nella sua vita di adolescente. E' portato verso l'armonia e la bellezza delle cose; la pittura, l'arte, la musica, la letteratura, la poesia accompagnano i suoi giorni lieti.
Dopo il liceo si iscrive al Politecnico per fare Ingegneria. Sono tempi di fermento, anche all'Università ci sono grandi dibattiti sul futuro dell'Italia. Pier Giorgio decide di entrare nel circolo "Cesare Balbo" della FUCI ha molti amici tra gli studenti.
Nel maggio del 1924 fonda la società; dei Tipi Loschi, il cui scopo e quello di aiutarsi a vivere da cristiani, incontrarsi, mettere in comune le comuni esperienze della vita e la preghiera che è il vero collante che li unisce. Il suo amore per l'Azione Cattolica è grande e intenso. Partecipa attivamente alle sue attività e agli incontri o raduni giovanili. L'Eucaristia quotidiana e il rosario sono i pilastri che danno le basi e lo slancio alle sue intense giornate di attivista dell'Azione Cattolica. Le sue giornate trascorrono serene e impegnate dallo studio e dal vivere intensamente i suoi doveri. Continua il suo apostolato tra le famiglie più povere che va a trovare regolarmente. Quando Pier Giorgio arrivava nelle loro case o lo si incontrava per strada era un avvenimento che riempiva di gioia e faceva dimenticare la propria miseria. Verso la fine di Giugno del 1925 Pier Giorgio comincia ad accusare i primi malesseri. In sei giorni la polmonite fulminante stronca il suo fisico apparentemente indistruttibile. Si consuma lentamente, paralizzato nel suo letto non si lamenta, non una richiesta per se, solo per i suoi poveri, i suoi tesori . Si spegne serenamente il 4 luglio 1925. Il 20 maggio 1990 il papa lo proclama beato e lo indica ai giovani del nostro tempo come modello da seguire.