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Prima tappa: Badia di Cava-Avvocata, 3 ore - Rifugio

ImageQuesto è uno dei luoghi che ti strega per sempre; questo è il sentiero che ti fa innamorare dell’andar pei monti, un percorso che ti fa provare, se hai il corpo e la mente pronta, tutte le sensazioni, le emozioni, i profumi e le secrete bellezze della montagna. Tutti quelli che ci sono stati una prima volta, se ne innamorano e ci tornano almeno una volta all’anno come è usanza per i luoghi santi e sacri. Il percorso coincide con la parte iniziale del mitico ‘00’ del CAI, l’alta via dei Monti Lattari, che finisce dopo settanta chilometri a Punta Campanella toccando tutte le cime della Catena. Il sentiero ‘00’ inizia dal sagrato dell’antica Badia benedettina di Cava e sulla sella di San Pietro (897 mt) se ne va a destra per i Monti del Demanio passando sotto le dolomitiche creste di Monte Finestra (1145 mt) per poi arrivare al Valico di Chiunzi (656 mt) e da qui per il Cerreto (1316 mt) verso il Faito (1444 mt). ImageMa torniamo sul sagrato della Badia della Santissima Trinità, che, avendo tempo, merita una visita. Il fondatore fu Alferio Pappacarbone, un nobile salernitano, che nell’anno 1011 costruì un primo insediamento monastico nei pressi della grotta dove si era ritirato da eremita, ne fu il primo vescovo e qui morì in santità. L’attuale basilica fu eretta nel 1761 in stile barocco; al suo interno marmi policromi, un ambone del XII secolo, sculture rinascimentali, un prezioso coro ligneo con intarsi e intagli e un organo di mille canne che mani maestre fanno vibrare durante i sacri riti. Dal sagrato si scende nell’alveo del rio che nasce dalle rocce del versante nord di Monte Finestra, oltrepassato il ponte si prende a destra per poi, dopo 100 mt, imboccare a sinistra il sentiero che sale abbastanza ripidamente affacciandosi sul complesso della Badia che appare in tutta la sua monumentalità. La salita si addolcisce e si va per larghi tornanti su una sterrata ombrosa per secolari castagni. si passa per la sorgente canalizzata di Capodacqua dove puoi riposare all’ombra di un’edicola votiva. ImageRipreso il cammino si passa su un primo valico dove una croce di ferro ricorda una vittima della montagna del 1926. E già a destra vedi apparire Vietri, Salerno e il suo golfo, poco dopo sei alla Cappella Vecchia e ti fermi per goderti una splendido panorama sulla Costiera e i monti lontani dell’Alburno e del Cilento, fino a Capo Palinuro. Si prosegue per un sentiero che è tutto esposto al sole, soltanto arbusti mediterranei e qualche solitario rovere: a destra in alto si succedono le creste tormentate ed erose, a sinistra alla fine di uno strapiombo di seicento metri i primi villaggi della Costiera, con il ridente abitato di Cetara. Prima del colle di San Pietro si arriva alla sorgente dell’Acquafredda, detta anche ‘Scetate che è juorno’ e da qui si va sulla sella di San Pietro dove appare a destra la valle di Tramonti, con le sue tredici frazioni, e in fondo la torre di Chiunzi, che ancora fa da baluardo alla valle del Sarno. Sulla sella si va diritto, a destra se va il sentiero 00, fino alle Vene di San Pietro, proprio sotto il Monte dell’Avvocata (1014); adesso si scende fino alla spianata a 873 mt dove, oltrepassata una porta tra antiche mura, ti appare il Santuario.